Correre via

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Ho iniziato tardi. E come sempre succede in questi casi la soddisfazione si vela di rimpianto. Ma quello secco, che sta in sottofondo senza dare fastidio, senza bruciare o negare, solo a ricordare che se ti muovi prima nella vita non ci perdi. Ho iniziato a correre che i 50 anni stavano salendo le scale per suonare alla porta. E la prima sessione è sembrato un calvario: un minuto di corsa (che intrippito com’ero vuol dire 50 metri) uno a piedi, per dieci volte. Mica una maratona. Eppure facevo una fatica! Oggi corro 80 minuti di fila e sto preparando la mia prima mezza maratona. E mi diverto. Perché questo alla fine è ciò che conta: che ti fa bene in tutti i sensi. E ti si spalanca un mondo parallelo, fatto di amici che anche loro corrono, e ovunque, appena possono, così come anche a te t’è venuta ‘sta fissa e te le porti dietro anche nei viaggi le scarpette per farti anche solo 3 o 4 chilometri prima di cena o all’alba. E corri per sfidare te stesso, per batterti di continuo –in velocità, resistenza o distanza- per andare oltre quel limite che l’età sembra schiaffarti addosso con passo da africano, quelli che vanno più veloci e più lontani. Puoi correre dove vuoi: anche nel traffico dei quartieri di città, perché conta solo la volontà. E ti pulisce il sangue insieme alla mente. Da imparare c’è poco: farlo ce l’abbiamo nel sangue, la seconda cosa che abbiamo appreso dopo camminare. Poi se vuoi consigli per andare forte e lontano è altra cosa, ma un amico che ti spiega tutto del ritmo e della postura lo trovi, e più vicino che immagini. Ciò che scopri, non subito ma ci arrivi, è quella gioia irrefrenabile che ti afferra quando arrivi a correre per 4-5 chilometri, l’esatto opposto della nube nera che ti frena nei primi 300 metri, quelli durante i quali non fai che ripeterti “ma perché non sono rimasto a letto?”, quel senso di onnipotenza, quel fiato che sembra non finire mai, che ti fa credere e desiderare di correre fino ai confini della terra, fino alla soglia della notte e anche dentro, fino all’alba. Ecco, corro anche per ritrovare ogni volta questa sensazione che mi scuote la gioia dentro, che mi rende sereno, mi illumina. Un po’ come quando doni il sangue….

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