Il Resoconto del Cammino I

Episodio I

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Poi torni e ti trovi in aeroporto. E lì ti accorgi che non ci sono meriti acquisiti, che la Grazia non ti sta addosso come un tatuaggio incancellabile, ma che te la devi custodire e proteggere. Che il dono che hai ricevuto può essere un odore che lavi via alla prima doccia o un seme da far crescere e salvaguardare, con piccoli gesti. Sta a te deciderlo. Perché lì ritrovi l’umanità fatta dei suoi limiti, magari che lo sono solo per te. E devi decidere se li vuoi disprezzare o accogliere. Per me l’aeroporto è luogo di sfida e tentazioni e tra tutte la più grande è proprio questa: superare lo sdegno, quel misto di disgusto per la banalità, l’ignoranza, la maleducazione, la totale assenza di eleganza. Secondo il tuo metro si intende, per il quale son tutti coatti. Vorresti che tutti fossero belli, furbi, svegli, arguti, ironici, intelligenti, colti, sensibili, attenti, pazienti. Come te. O alla tua altezza. Così li potresti amare. Quindi dimmi: in fin dei conti vorresti soltanto amare te stesso clonato negli altri! Comodo così. Sporcati il cuore, amando persone vere, come gli altri amano te nonostante i tuoi limiti! Ecco. Lì capisci che puoi fare la differenza se vuoi, se lo scegli. E il Cammino, che poi è la voce di Dio,è messaggio, profezia, sussurro, allora può fare effetto e continuare a tenerti sul suo sentiero, che poi la vita è continuo cammino, viaggio, ti fermi solo per cedere, per farti schiantare della tentazioni. “Noi siam peregrin come voi siete” (Purgatorio II 63) inesperti “d’esto loco” che è la vita se non ci facciamo guidare. Il cammino me ne ha impartite molte di lezioni che ho il piacere di condividere con voi, se lo volete, partendo proprio da qui, dal dono più grande, più intenso, più utile. Più profondo. Da non dimenticare mai. Dal quale voglio cominciare. La lezione delle frecce. Sono ovunque. E ti segnano la strada. Sono fatte di sassi: ecco le piccole cose di tutti i giorni che solo se messe insieme, connesse, ti dicono la strada, ti guidano, devi fare lo sforzo di trovarle e collegarle tra di loro per capire il senso, capire la direzione. Sono nascoste tra altri segnali, li devi trovare: devi stare attento, non perdere la concentrazione, l’attenzione: mistico nella realtà di tutti i giorni. Attento a trovare quello che cerchi, senza distrarti, lasciarti andare. Sono tracciate da mani di chi non ti ha mai conosciuto, non sa chi sei, non sa a chi serviranno. Eppure lo ha fatto. E adesso servono a te. Semi sparsi con generosità che proprio adesso, per me, fioriscono. E che anche io devo spargere per altri. Eccoci all’inizio della strada: chi viene con noi?

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