Il Resoconto del Cammino XII

Episodio XII

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Ho lasciato la patente a casa. Dimenticata. Dentro il soprabito. Lei, mia moglie, mi ha detto “hai preso la carta di identità? Hai preso la tessera sanitaria?” Non m’ha mica detto “hai preso la patente?” E io me la sono dimenticata. Capisci che cosa vuol dire? Che devo mollare il volante. Che non lo faccio mai. Devi sapere che l’età avanza (per me non per mia moglie sia chiaro): fatto è che ci sentiamo un po’ meno bene. Io dall’orecchio destro lei dal sinistro. E in macchina è un disastro. A volte sembriamo Aldo Giovanni e Giacomo quando fanno i vecchietti. E lei mi dice: “guido io!” Rispondo “piuttosto compero un’auto inglese con guida a destra!”. E adesso mi scarrozza lei perché ho dimenticato la patente. Mi tocca fare il navigatore. Decodificarle quello che il GPS suggerisce, perché si sa le donne qualche volta confondono destra e sinistra e la terza uscita della rotonda sembra un concetto così complesso che la teoria unificatrice delle forze nucleari al confronto è un gioco da bambini. Impari a farti portare. A perdere il controllo. A metterti comodo e goderti lo spettacolo, senza poter fare il protagonista. Anche questo è un regalo del cammino.

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