Il Resoconto del Cammino XVI

Episodio XVI

mamma e papà 2Immagine 1 di 1

Tutto ricomincia. L’importante è non farsi cogliere dalla sindrome del reduce. Del “io ci sono stato”. Del “quelli sì che erano tempi”. Altrimenti sei perso. Hai perso tutto. Hai perso il senso del cammino. L’importante è portare a casa l’eredità, è metterla a fattor comune, farla fruttare. L’importante è scriverla e metterle come sigillo sulla fronte, dentro il cuore. Capire che le cose le puoi lasciar scorrere le cose, fare due passi in più e quella roba brutta che ti irritava non la vedi più, è dietro, e davanti c’è già qualche cosa che merita di essere amata e include in essa tutto il tragitto. Ripromettersi di evitare le repliche stizzite e di giudicare e parlare male degli altri. Lottarci per lo meno, provarci. Come quando fai un passo in più per arrivare dove devi. L’importante è non disperdere il tesoro di preghiere chi t’hanno buttato addosso, come un mantello regale che non t’aspettavi. E non te lo devi togliere più. Perché il cammino è responsabilità, è condivisione. Hai un compito adesso, uno in più. L’importante è non pensare che l’eroe sei tu, è sempre Lui, tu sei passi che portano le preghiere, spalle che sopportano i pesi, ma non hai né la regalità della meta, né l’importanza dello zaino e di ciò che contiene. L’importante è capire che una volta che sei sul cammino, sei sempre sul cammino, non sei sceso mai. E a ben vedere, anche se non lo sapevi, se non ne avevi questa solare certezza, lo stavi già percorrendo anche prima.

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