Lobengula, re dei Ndebele del Nord

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Lobengula Khumalo (1845-1894) è stato il secondo e ultimo re dei Northern Ndebele (chiamati Matabele in inglese). Entrambi i nomi, nella lingua isiNdebele, significano "gli uomini dei lunghi scudi", un riferimento all’uso  dello scudo di tipo zulù.

I Matabele erano discendenti di una fazione della popolazione  Zulu fuggiti a nord durante il regno di Shaka. Il Generale di Shaka, Mzilikazi, condusse i suoi seguaci ad una adeguata distanza dal territorio Zulu.

Verso la fine degli anni 1830, si stabilirono in quello che viene ora chiamato Matabeleland nella parte occidentale dello Zimbabwe, ma in realtà avevano la sovranità di una zona molto più ampia. Il regno era governato secondo delle leggi risalenti all’età del ferro. I membri della tribù avevano una posizione privilegiata all’opposto degli stranieri le cui vite erano soggette alla volontà del re.

In cambio dei loro privilegi la gente Ndebele, sia uomini che donne, dovevano sottoporsi ad una rigorosa disciplina e rispettare uno status all’interno della gerarchia. Ognuno aveva i propri compiti e responsabilità verso il resto della società. Le violazioni di qualsiasi responsabilità sociale erano puniti con la morte. Questa stretta disciplina e la fedeltà al loro re sono stati i segreti del successo dei Ndebele che arrivarono così a dominare molti loro vicini.

Dopo la morte di Mzilikazi, nel 1868, il “izinduna “ (consesso dei capi), offrì la corona a Lobengula, uno dei figli di Mzilikazi. Diversi Impis (reggimenti) contestarono il titolo a Lobengula, e la questione è venne decisa dall’arbitrato del “assegai” (l’arma principale degli  Zulu), con Lobengula ed i suoi seguaci che sconfissero gli oppositori. Il coraggio dimostrato da Lobengula nella battaglia che seguì lo fece accettare unanimemente come re. 

L’incoronazione di Lobengula ha avuto luogo presso Mhlanhlandlela. La nazione Ndebele, assemblata in forma di un grande semicerchio, ha eseguito una danza di guerra, e ha dichiarato la sua volontà di combattere e morire per Lobengula. Un gran numero di capi di bestiame sono stati macellati e le carni più pregiate sono state offerte al Mlimo, il leader spirituale Ndebele, e ai morti. Grandi quantità di birra di miglio sono state consumate.

Circa 10.000 Matabele, guerrieri in costume di guerra, hanno partecipato all’incoronazione di Lobengula. I loro costumi consistevano in un copricapo e corto mantello di piume di struzzo nere, un gonnellino fatto di leopardo e ornato con le code di bovini bianchi. Intorno a loro braccia portavano code di bovini e intorno alle loro caviglie portavano anelli di ottone e altri metalli. Le loro armi consistevano in più lance lunghe da lancio e una breve zagaglia o assegai. Per la difesa, portavano grandi scudi ovali di pelle di bue, color nero, bianco, rosso, con il disegno dell’impi (reggimento) cui appartenevano.

Il Ndebele ha mantenuto il proprio predominio grazie alle grandi dimensioni del suo esercito  ed alla rigorosa disciplina alla quale ogni guerriero doveva sottostare. L’esercito Ndebele era composto da circa 15.000 uomini divisi in 40 reggimenti. La sua sede principale era nei pressi della capitale di Lobengula, Bulawayo.

Lobengula è stato un uomo grande e potente, dotato di una voce morbida e molto amato dalla sua gente, ma come guerriero detestato dalle tribù straniere. Aveva oltre 20 mogli, ma sempre meno del padre, Mzilikazi, che ne raggruppava circa 200. Si dice che pesasse circa 19 pietra (270 lb; 120 kg). La vita sotto Lobengula era meno dura di quanto non fosse sotto Mzilikazi; i Ndebele avevano però mantenuto la loro abitudine di saccheggiare i loro vicini.

Con il tempo la loro sua dieta tradizionale composta da birra di miglio e carne di manzo li rendeva obesi secondo i visitatori europei. Lobengula era consapevole della maggiore potenza di fuoco di armi europee così diffidava i visitatori e li scoraggiava mantenendo pattuglie di frontiera per monitorare i movimenti tutti i viaggiatori a sud di Matabeleland. All’inizio del suo regno, ebbe alcuni incontri con gli uomini bianchi (una stazione di missione cristiana era stata istituita a Inyati nel 1859), ma questi rapporti  erano completamente cambiati quando fu scoperto l’oro sul Witwatersrand entro i confini della Repubblica del Sud Africa nel 1886.

Lobengula aveva concesso Sir John Swinburne il diritto di cercare l’oro e altri minerali su un tratto di terra nell’estremo sud ovest di Matabeleland lungo il fiume Tati tra le Shashe fiumi e Ramaquabane nel 1870, in quello che divenne noto come la “Concessione Tati”. Tuttavia fino a circa il 1890 non venne avviata qualsiasi attività mineraria significativa nella zona.

Lobengula aveva tollerato i cacciatori bianchi venuti a Matabeleland tanto che avrebbe anche punito quelli della sua tribù minacciosi verso di loro. Ma era prudente circa la negoziazione con gli estranei, e quando una squadra inglese (F. R Thompson, Charles Rudd e Rochfort Maguire) arrivò  nel 1888 per cercare di convincerlo a concedere loro il diritto di scavare per i minerali in ulteriori parti del proprio territorio, i negoziati durarono molti mesi.

Lobengula ha dato il suo accordo a Cecil Rhodes solo quando il suo amico, il Dr. Leander Starr Jameson, che un tempo lo aveva curato per la gotta, ha proposto di garantire denaro e armi per la Matabele oltre ad un impegno che tutte le persone venute a scavare sarebbero stati considerati come cittadini nel suo regno. Come parte di questo accordo, e su insistenza degli inglesi, né ai boeri né ai portoghesi sarebbe stato permesso di stabilirsi o di ottenere concessioni nel Matabeleland. La “Concessione Rudd” fu firmata da Lobengula il 30 ottobre 1888.

Divenne ben presto evidente che Lobengula era stato truffato e che la squadra di Beit e Rhodes intendeva  annettere il suo territorio. La prima guerra Matabele iniziò nel mese di ottobre 1893 e la British South Africa Company facendo uso delle armi da fuoco provocò perdite devastanti tra i guerrieri Ndebele, in particolare alla Battaglia del Shangani. Già nel dicembre 1893, è stato riferito che Lobengula era molto malato, ma la sua morte, la cui causa rimane ancora misteriosa, avvenuta nei primi mesi del 1894 è stata tenuta segreta per molti mesi.

Entro l’ottobre 1897, i coloni bianchi si erano stabiliti con successo in gran parte del territorio nemico in seguito conosciuto come Rhodesia, ed il Matabeleland non esisteva più.

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