Lucio & gli altri

Immagine 1 di 1

Lo scorso Settembre è ricorso il ventesimo anniversario dalla scomparsa di Lucio Battisti. Grande è il vuoto lasciato dal cantautore nel panorama musicale non solo italiano: Battisti ha cominciato la carriera musicale nella prima metà degli anni ’60 in veste di chitarrista all’interno di formazioni quali Gli Svitati, I Mattatori e I Campioni. Quest’ultima esperienza è la più importante in quanto grazie a Roby Matano, leader e cantante della formazione, Battisti ha la possibilità di mettersi in luce anche come cantante (con I Campioni inciderà anche un singolo per l’etichetta “CAR Juke Box” nel 1966) e soprattutto muovere i primi passi come autore. Ma tra il 1965 ed il 1976 Battisti ha composto molte canzoni che sono state incise da diversi interpreti e gruppi.

Le prime composizioni originali sono registrate e pubblicate da due gruppi milanesi all’epoca molto famosi ovvero I Dik Dik e I Profeti. Per i primi firma Se rimani con me (lato B del loro primo singolo), per i secondi invece Le ombre della sera, anche in questo caso lato B del primo fenomenale singolo della band capitanata da Renato Brioschi. Da notare che I Profeti incideranno anche Asciuga le tue lacrime che insieme a La vecchia casa (per Oscar Prudente, incisa su 45 giri nel all’epoca noto con i solo nome di battesimo) verranno firmate da Lucio con lo pseudonimo Gias ovvero l’acronimo di Già Iscritto Alla SIAE.

Dal 1967 comincerà a proporre i propri brani a svariati artisti come Gene Pitney (cantante americano molto noto in Italia nel periodo, per lui Quando ti lascia l’amore), Wilma Goich (Le formiche), Giuliana Valci (Quando gli occhi sono buoni), I Balordi (Non è Francesca, realizzata addirittura prima dell’autore, che la riprenderà solamente nel 1969 sul suo primo album!), Riki Maiocchi (due composizioni per l’ex cantante dei Camaleonti, ovvero Prendi fra le mani la testa e Uno in più), I Ribelli (Per una lira). Ad Ambra Borelli, all’epoca nota come “La Ragazza 77”, Battisti dona Il paradiso della vita, che però non otterrà il successo sperato. Due anni dopo - ovvero, nel 1969 - verrà ripreso da Patty Pravo con il titolo ridotto a Il paradiso; in questo caso il brano sarà un grosso successo da classifica.

Sempre nel 1967 compone 29 Settembre, affidata all’Equipe 84, il disco che lo porterà in vetta alle hit parade! Il 45 giri rimarrà in classifica per diverse settimane, vendendo migliaia di copie, rendendo il brano un evergreen della musica italiana. Per il gruppo di Maurizio Vandelli comporrà anche Hey ragazzo che finirà sull’album StereoEquipe e Nel cuore, nell’anima, altro successo da classifica; addirittura sul singolo che la conteneva, anche il lato B è un pezzo del Nostro (Ladro). Molto probabilmente, Battisti, si trovava a proprio agio a lavorare con i gruppi, forse perché aveva la possibilità di confrontarsi con i membri delle formazioni e valorizzare ulteriormente le proprie composizioni. Lavora infatti anche con I Ribelli (Nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto), The Rokes (la band di Shel Shapiro incide Io vivrò senza te e per il mercato estero When the wind arises in pratica Il vento in lingua inglese, affidata nel 1968 ancora ai Dik Dik). Affida anche una propria composizione a Flora Fauna Cemento, un gruppo di pop italiano che all’epoca vedeva Mario Lavezzi (dopo l’esperienza con I Camaleonti), Bruno Longhi (il giornalista sportivo!) e per un certo periodo Gianna Nannini tra le sue fila. Per loro Un papavero, brano orecchiabile pubblicato nel 1970 e Mondo blu di due anni dopo.

Comincia poi ad interessarsi ad una formazione all’avanguardia e sicuramente molto preparata tecnicamente: la Formula 3. Alberto Radius, Gabriele Lorenzi e Tony Cicco sono alcuni tra i più validi turnisti presenti negli studi di registrazione del periodo. Battisti decide di collaborare con loro e saranno proprio i tre musicisti ad accompagnarlo nei pochi concerti dal vivo. Per loro Battisti compone Questo folle sentimento, Sole giallo, sole nero, Io ritorno solo e collaborerà in studio per la realizzazione dei primi album del trio.

Nel 1969 partecipa come cantante al Festival di Sanremo con Un’avventura presentata in coppia con Wilson Pickett anche se come autore, due anni prima, aveva firmato Non prego per me per il gruppo inglese The Hollies (presentata dalla band in coppia con Mino Reitano, anche se l’interpretazione di quest’ultimo risulterà molto convincente nonostante il brano non incontrerà i favori del grosso pubblico). Nel 1968 affida invece per la manifestazione sanremese La farfalla impazzita a Johnny Dorelli e Paul Anka, ottenendo buoni risultati di vendita. Da notare che Dorelli e Anka sono due beniamini del pubblico e soprattutto che il Festival è veramente un palcoscenico importante dove presentare composizioni che poi resteranno in classifica fino all’estate. Le ultime partecipazioni come autore, si registreranno invece nel 1970 (La spada nel cuore per Little Tony e Patty Pravo) e 1971 (La folle corsa, ancora Little Tony tra gli interpreti, con la ripetizione affidata alla Formula 3; difficile in questo caso scegliere la resa migliore, entrambi sono convincenti e ben suonate).

Anche Mina si pregerà di avere alcune canzoni di Battisti nel proprio repertorio, brani che entreranno di diritto nell’immaginario collettivo come Insieme, Amor mio e Io e te da soli. Memorabile il duetto che i due misero in scena esibendosi a Teatro 10, trasmissione televisiva del sabato sera.

All’inizio degli anni ’70 Battisti e Mogol (insieme ad altri noti personaggi della discografia italiana) fondano l’etichetta Numero Uno per affrancarsi dalle esigenze delle case discografiche e per gestire in pieno le proprie produzioni. Allestiscono anche lo studio di registrazione Il Mulino, dove prenderanno vita molti lavori importanti del periodo (uno su tutti, il supergruppo Il Volo). Al Mulino vedranno la luce anche gli album più noti di Battisti del decennio come Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera, Anima latina e - su tutti - Una donna per amico. Grazie a questa libertà artistica, Battisti e Mogol avranno anche la possibilità di scoprire nuovi talenti: uno di questi è Adriano Pappalardo. Dotato di una voce notevole e di una presenza scenica notevoli, per lui realizzano Segui lui e soprattutto È ancora giorno. All’interno della Numero Uno, Mogol e Battisti cureranno anche la produzione di due singoli della cantante Sara che realizzerà addirittura tre brani (su quattro pubblicati, ovvero due 45 giri, oggi molto ricercati dai collezionisti): Io mamma, Perché dovrei e Uomini.

Ma è con Bruno Lauzi che Battisti forse sfodera le migliori composizioni: per il cantautore genovese infatti compone (e in alcuni casi, produce) L’aquila, Mary oh Mary, Un uomo che ti ama e Amore caro, amore bello. Tutti titoli che - pubblicati a 45 giri - arriveranno nelle zone alte della classifica. C’è da dire che Lauzi dopo i fasti degli anni ’60, attraversava un periodo non propriamente brillante per quanto riguarda le vendite: aveva pubblicato album molto interessanti che però non avevano avuto grossi riscontri di vendita. Con le composizioni di Battisti invece torna a frequentare le zone alte della classifica!

Nel 1974 anche Iva Zanicchi canta una composizione di Battisti: Il mio bambino. Un brano molto interessante ma non di facile presa… passerà infatti inosservato. Da qui forse la decisione di non affidare più ad alcuno i propri brani. Patty Pravo sarà l’ultima interprete ad usufruire di un brano di Battisti: Io ti venderei, pubblicato nel 1976 è infatti l’ultimo gioiello donato da Lucio. Dopo tale data deciderà di non affidare più ad altri le proprie composizioni. Addirittura dal 1978, Lucio, non apparirà più in pubblico e saranno solamente i suoi dischi e i suoi brani a diffondere il suo talento.

pubblicato su "il Globulo" n. 2/2019

AREA RISERVATA