Rossini

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pubblicato su "il Globulo" n. 163 di Dicembre 2018

 

150 anni sono passati da quando Gioacchino Rossini (1792-1868) è entrato nel regno degli immortali. Cosa si può dire di più di quello che si sa già, della sua musica, delle sue opere buffe e anche di quelle serie, oltre a innumerevoli composizioni sacre e profane. Quando si dice Rossini, si pensa subito al Barbiere di Siviglia. Se vogliamo guardare le cronologia, è curioso sapere che quest’opera del 1813 è l’antefatto delle Nozze di Figaro di Mozart, che è stata scritta e rappresentata nel 1786. Nel Barbiere viene narrata con spirito leggero la predisposizione dell’essere umano all’intrigo e alla furbizia verso il prossimo. Il protagonista Figaro, “factotum della città”, conosce bene pregi e difetti dei suoi compaesani, si può dire quasi uno psicologo. Come Rossini sa scavare, con ironia, nell’animo umano, sembra quasi ci dicesse di che pasta siamo fatti noi italiani. C’è, in questa opera, un’aria famosissima che dà lo spunto per una digressione:  

 

LA CALUNNIA dal “Barbiere di Siviglia”
La calunnia è un venticello,
un’auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente,
incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sottovoce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s’introduce destramente,
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo,
prende forza
a poco a poco,
vola già di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d’orror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un’esplosione………….
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l’aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha a crepar
 

 

Una promessa per il 2019, cerchiamo di non mettere in cattiva luce il nostro prossimo, soprattutto con il mezzo più subdolo e meschino, ovvero la calunnia. Ce lo spiega molto bene Rossini con la tipica sua perspicacia. Vi consiglio di ascoltare l’aria “La Calunnia” dal Barbiere di Siviglia, ma prima leggetevi il testo. Poi, perché no, cantatevela pure. Anche se non siete sotto la doccia. Ma non ditelo in giro….vi potrebbero calunniare!

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