Sei mai stata a Dieta? In provincia di...?

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pubblicato su "il Globulo" n. 157 di Giugno 2017

 

La dieta. Quel “concetto” cui ci votiamo spesso ogni lunedì mattina o dopo aver ecceduto durante le festività. “Anche oggi comincio domani…”: quante volte ci lo siamo detti? Attenzione! Perché dieta non vuol dire privazione, condanna, sacrificio. Etimologicamente, come ci ricorda Barbara nel suo libro, la parola “dieta” significa “stile di vita, modo di vivere volto alla salute”. E noi donatori sappiamo bene a quanti controlli e visite siamo sottoposti ogni volta che ci presentiamo al centro trasfusionale: dobbiamo stare bene per far star bene i nostri riceventi, ma soprattutto per vivere bene noi in primis.

DietaGIFT è un metodo alimentare basato sui “segnali” naturali in grado di ripristinare i giusti assetti metabolici dell’organismo: un ottimo aiuto per il nostro “buon” stile di vita. Ci sarà occasione prossimamente di ragionare insieme su alcuni aspetti importanti ed interessanti di questo approccio ma più nell’immediato consiglio di scoprire il libro di Barbara – naturopata e collaboratrice del Dott. Luca Speciani, ideatore di DietaGIFT – che, con una dialettica immediata, semplice, precisa e molto divulgativa, ci guida attraverso i cardini di Gradualità, Individualità, Flessibilità e Tono – GIFT, appunto.

Gradualità perché ognuno deve maturare dentro di sé il desiderio di star bene ed alimentarsi in modo sano seguendo i suoi tempi: le forzature non aiutano mai, anzi, rischiano di creare entusiasmo nell’immediato ma insuccessi a breve termine.

Individualità perché, per fortuna, siamo tutti diversi ed abbiamo obiettivi diversi: c’è chi vuole perdere qualche chilo, chi vuole rassodarsi, chi fa tanto sport, chi è più sedentario, chi magari viene da un passato con disturbi alimentari, chi ha intolleranze.

Flessibilità perché, sempre per fortuna, seguire un’alimentazione sana, bilanciata e metabolicamente corretta ci permette di poterci godere qualche piccolo sgarro con relativa serenità – a patto che non diventi un’abitudine.

Tono perché in fondo l’uomo è nato per muoversi: i nostri antenati associavano la sedentarietà a malattia ed infermità mentre la normalità era muoversi, correre, “far fatica”. Questo paradigma di salute deve essere assolutamente ripristinato, perché un corpo che sta bene ha energia, si muove, trasmette sensazioni positive e si ammala poco.

Soprattutto, nel nostro contesto di donatori di sangue, garantisce ed assicura un valido aiuto e sostegno ai nostri riceventi. Buona lettura (e buon appetito)!

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