Strani, bellissimi animali

Cosa c’è di più sorprendente della natura che ci circonda?

Granchio del coccoImmagine 1 di 3

Esistono così tante varietà di piante, animali, paesaggi, elementi e organismi che è quasi impossibile conoscerli nella loro totalità ..e ciò che più sorprende è il fatto che tutti esistono con uno scopo ben preciso, che siano interconessi tra di loro per dare vita ad un meraviglioso ed unico ecosistema, sempre pronto a stupirci e a garantire la nostra stessa esistenza su questo pianeta. Proprio perchè è davvero impossibile conoscere tutti i nostri coinquilini del mondo animale, in questo breve articolo ne scopriremo insieme alcuni ..tra quelli meno noti e più strani.

 

Partiamo con il Birgus latro o Granchio del cocco. Nonostante il nome, non si tratta di un granchio, ma di un paguro e in particolare del più grande artropode terrestre: può arrivare a pesare fino a venti kilogrammi (anche se la taglia standard è di 4 kilogrammi) e a misurare in media 40-50 cm di lunghezza e un metro di larghezza comprese le zampe. Oltre ad essere l’artropode più grande è anche il crostaceo con la stretta più potente, conoscendo pochi rivali nel mondo animale. Si nutre pricipalmente di frutta, compresi fichi e noci di cocco, ma può cibarsi anche di insetti, uova e piccoli di tartaruga. Viene chiamato granchio del cocco perchè è abilissimo ad arrampicarsi sui tronchi di questi alberi, sia per procurarsi cibo, sia per sfuggire da eventuali predatori o dal torrido caldo delle zone tropicali in cui vive. Il suo habitat, infatti, comprende le areee di terraferma comprese tra oceano Indiano e oceano Pacifico occidentale.

 

 

Ora parliamo della Babirussa, un mammifero minacciato e in via di estizione appartenente alla famiglia dei Suidi. Il suo nome "babirussa" deriva dalla unione di due termini malesi che significano cervo e maiale. Una delle caratteristiche più appariscenti e peculiari di questo mammifero sono le zanne dimensioni più grandi di qualsiasi altro appartenentre alla sua famiglia e dalla forma particolare. Le zanne, ovvero i canini, raggiungono nei maschi la lunghezza di oltre trenta cm, mentre nelle femmine la lughezza è decisamente inferiore. Per le sue caratteristiche la babirussa lascia perplesso il mondo dei naturalisti poichè, pur ricordando nell’aspetto moltissimo un maiale selvatico, ha diversi punti in comune con gli ippopotami ed è dotato di uno stomaco simile a quello delle pecore tanto da renderlo un "quasi-ruminante". E’ originario dell Asia sud-orientale e in particolare delle isole della Sonda. E’ un animale diurno che si procura il cibo al mattino e che vive in piccoli gruppi di circa 5-15 esemplari, in prevalenza femmine della loro prole. A causa dell’importanza delle dimensioni delle loro zanne non riescono a grufolare come i maiali e si nutrono quindi di fogliame, frutti caduti e funghi. Un’altra caratteristica peculiare dalla babirussa è quella di essere un abile corridore e nuotatore.

 

 

Il Clamidoforo troncato,è un animale molto difficile da osservare. E’ molto piccolo, circa 10-15 cm ed è il piu piccolo esemplare della famiglia degli armadilli. Il corpo è rivestito da una setosa, morbida e bianca pelliccia, ma la sua peculiarità è la corazza rosa che riveste la parte superiore e ricorda una vera e propria corazza dura, costituita da 24 piastre per tutta la lunghezza del suo corpo. Ha una coda a forma di diamante, che il clamidoforo utilizza come una gamba aggiuntiva per camminare. E’ un mammifero notturno, che vive la maggior parte del tempo in gallerie sotterranee per cui dispone di piccoli occhi che non sono in grado di distinguere le forme, ma percepiscono i cambiamenti di luce e i contorni in modo da rilevare la presenza di altri animali. Utilizza il suo naso per captare e cibarsi di piccoli invertrebati come le formiche, ma fanno parte della sua dieta anche piante e radici.Il suo habitat comprende le regioni centro-nord dell’Argentina, il Paraguay e la Bolivia del sud. E’ un mammifero considerato in via di estinzione, poichè i terreni dove abita vengono sempre più spesso convertiti in terreni agricoli o per il pascolo. Quando si sente in pericolo scava profonde buche in pochi secondi e utilizza la dura corazza come se fosse un tappo di sughero per sigillare il buco della galleria.

 

 

 

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