La storia

Dal 1966

Quaderno di Suor AlbertinaImmagine 1 di 2

Nel 1966 ha inizio il grande “racconto” dell’ADSINT. I primi appunti di questa straordinaria storia venivano presi da una minuta suora su un quaderno di scuola: nomi e dati dei pochi uomini e delle rare donne che si rendevano disponibili per donare il loro sangue a favore dei pazienti dell’Istituto Nazionale dei Tumori. Un decennio prima (nel giugno del 1956) veniva costituita la prima Emoteca dell’Istituto. I Donatori venivano reclutati tra i parenti dei malati ed i prelievi si facevano direttamente nell’ambulatorio a tutte le ore, anche di notte, se c’erano urgenze.

 

Il 1966, data della costituzione dell’Associazione, segnò lo storico passaggio dal quadernetto alla scheda nominativa di ogni donatore. I nomi presenti in quel “notes” furono schedati e registrati: 300 furono i primi Donatori che entrarono in possesso di una tesserina rossa su cui veniva annotata la data di ogni donazione. Gli anni a cavallo tra il 1966 e il 1977 legarono l’ADSINT ad una svolta tra le più importanti del suo lungo cammino. In poco più di un decennio si passò dai 300 Donatori iniziali ad un entità di 3500 persone. Dal 1980 al 1990 si raggiunse una relativa stabilità numerica, tra donatori e donazioni, quella che possiamo ancora attestare oggi.

 

Rapportandoci al fabbisogno dell’Istituto dei Tumori, l’ADSINT, nell’arco di un quarantennio, è riuscita a creare e mantenere una sorprendente continuità nella donazione, riuscendo ad avvicinare a questo generoso gesto le più di 5000 persone che fanno parte oggi dell’Associazione. In questo lungo cammino l’entusiasmo non si è smorzato. Lo scorrere del tempo non ha mutato quel filo conduttore che ha guidato negli anni la nostra Associazione: il Donatore è stato e continua ad essere il cardine fondamentale intorno al quale ruota tutta l’organizzazione associativa. Ma non solo, il Donatore è parte stessa dell’Istituto dei Tumori, protagonista nella cura dei pazienti, anche quando la sua opera si svolge dietro le quinte, quasi celata, essa rimane pur sempre l’unico ed insostituibile aiuto possibile.

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