Per chi doni

A cosa serve il sangue che tu doni

Il sangue raccolto nel nostro Centro Donatori Adsint dell’ Istituto Nazionale Tumori di Mialno viene utilizzato interamente per soddisfare  il fabbisogno trasfusionale dei pazienti dell’Istituto stesso. Si tratta nella totalità dei casi di pazienti affetti da malattia tumorale.


Per avere un’idea, nel corso del 2014 sono state trasfuse ai pazienti dell’Istituto quasi  5500 unità di globuli rossi concentrati, oltre 2300 unità di plasma e circa 1200 unità di concentrati di piastrine.

Il fabbisogno trasfusionale medio di questa categoria di pazienti è infatti piuttosto elevato sia a causa della malattia stessa sia dei complessi programmi di cure impostati.

 


1.         Chirurgia

La maggior parte dei pazienti con neoplasia vengono sottoposti ad un intervento chirurgico per l’asportazione della massa tumorale; gli interventi sono demolitivi, perché mirati a rimuovere una malattia che spesso infiltra organi, vasi linfatici, sanguigni.

Per questo motivo il rischio emorragico in alcuni casi è estremamente elevato.


2.         Terapie mediche: chemioterapia/radioterapia

Sono basate sulla somministrazione di farmaci molto potenti allo scopo di eradicare la malattia residua; in quanto dotati di azione antiproliferativa possono avere effetti collaterali importanti su organi e apparati, soprattutto sul midollo osseo , l’organo che produce le cellule del sangue.

La riduzione dei globuli rossi del sangue (per tossicità dei farmaci o per emorragia) causa anemia e quindi possono essere necessarie trasfusioni.

La riduzione delle piastrine aumenta il rischio di emorragia, spontanea o dopo una manovra invasiva (ad esempio biopsie diagnostiche o posizionamento di cateteri venosi centrali), per cui può essere necessario  trasfondere concentrati di piastrine o di emazie se si sviluppa anemia.


3.         Trapianto di midollo osseo

Il trapianto di midollo osseo prevede un complesso e lungo iter, che comincia con uno schema di chemioterapia e radioterapia total body ad alte dosi, seguito dall’infusione di cellule staminali emopoietiche del donatore. Il primo mese dal trapianto risulta gravato da un elevato rischio di complicanze (mortalità e malattie) in attesa dell’attecchimento del trapianto; in generale in questa fase il fabbisogno trasfusionale è elevato, a volte quotidiano.

I mesi successivi, in caso di attecchimento, prevedono una lenta ripresa del midollo e la normalizzazione delle funzioni degli organi con notevoli variazioni tra paziente e paziente. In relazione allo sviluppo di complicanze, il fabbisogno trasfusionale (così come le terapie mediche associate) può protrarsi per mesi o addirittura per qualche anno.


4.         Trapianto di Fegato

In questo Istituto vengono eseguiti circa 40 trapianti di fegato all’anno.

L’intervento chirurgico di trapianto è molto lungo e complesso e prevede prima l’espianto del fegato malato e poi l’impianto del fegato da donatore. Il supporto trasfusionale intraoperatorio richiesto è molto variabile, a volte limitato nel numero di globuli rossi, plasma e albumina richiesti, a volte massivo.


5.         Malattia avanzata

Quando la malattia tumorale è avanzata può invadere anche il midollo osseo con conseguenze analoghe a quelle sopradescritte (riduzione della produzione delle cellule del sangue, quindi anemia e piastrinopenia).


A cura della Dott.ssa Annalisa Birolini

AREA RISERVATA