Associazione Donatori di Sangue Istituto Nazionale Tumori

Una tradizione di famiglia

Mi chiamo Marco, ho 58 anni e quest’anno ho raggiunto 200 donazioni. Ho iniziato a donare il sangue a 18 anni e ormai dono da più di 40. Ho sempre donato: sangue, plasma e anche piastrine quando è stato necessario. Sono stato spinto da una tradizione di famiglia, perché accompagnavo i miei genitori anch’essi donatori, così appena ho potuto, da maggiorenne, ci ho provato anche io. Mi sembrava giusto e normale continuare con un’ usanza di famiglia. Quando mi reco a donare il sangue penso semplicemente che sia giusto soprattutto per i pazienti che hanno bisogno di me, ma se non per loro per la ricerca. Pur essendo alla 200esima donazione non mi sento diverso dalla prima volta, è diventata per me una consuetudine, un po’ come andare a fare la spesa, perdonate la metafora, in quanto cresciuto con la mentalità per cui donare il sangue è una azione normale necessaria e semplice, dunque qualcosa da fare in modo continuativo. A chi ancora non dona e può farlo direi semplicemente che è un “pirla”, come si dice a Milano, e non girarci intorno, ma capisco che ciò che non si conosce causa timore, quindi spiegherei che è un gesto semplice, genuino, mi piace dire, e gratuito e che è da sciocchi non provarci, visto anche il grande senso si appagamento che ne scaturisce. A chi invece è alle prime donazioni per spronarlo direi che non c’è bisogno di essere tesi, di non porsi dei limiti perché mano a mano diventerà una cosa spontanea e naturale che fa del bene al prossimo. Sono grato ai miei genitori e spero che anche i miei figli potranno intraprendere lo stesso percorso.

La tua firma diventa informazione, nuove donazioni, diventa vita !